La grande bellezza … che amarezza!

Non so se qualcuno sia rimasto all’oscuro della notizia, ma pare proprio che l’Italia abbia vinto l’oscar con La Grande Bellezza (no, ve lo dico nel caso in cui abbiate passato gli ultimi giorni chiusi in cantina, perché eravate scesi un attimo a prende qualcosa e un colpo di vento v’ha chiuso la porta, lasciandovi senza cellulare né niente in un buio stanzino pieno di formaggi puzzolenti!). Si, avete capito bene… l’Oscar è stato dato all’Italia (non al regista, Sorrentino, proprio al nostro paese), almeno a giudicare dai commenti di giornalisti e amici su facebook (evidentemente hanno tutti avuto una parte nel film e non lo sapevo: vedi a vivere a Berlino, qui al massimo ti intervistano per un servizio sul TGvattelapesca dove rimontano le tue parole che pare che vivi come un pascià, lavorando 30 minuti al mese e spendendo 50 cent per una casa, tsk!).
Comunque, mia madre La grande bellezza ancora non l’ha visto (mi è sempre sul pezzo, aggiornatissima lei!) e prima di farlo mi ha chiesto un parere. Io l’ho messa in guardia, prima di tutto, su una cosa: dal dire in giro – nel caso in cui le dovesse far cagare – che effettivamente non le è piaciuto. Non sia mai, sciagura su di lei, su tutta la sua famiglia (quindi su di me!) e anche sulla signora che al mercato di Piazza San Giovanni di Dio le vende la lattuga!
Il fatto che sia stato insignito del premio oscar – per carità, traguardo importante e tutto… però voglio dire, non è che tutti i film che hanno vinto una statuetta siano dei capolavori, anzi(!) – rende La grande bellezza intoccabile… credo abbiano già avviato il processo di beatificazione per Sorrentino! Se provi a dire che il film ti pare sopravvalutato ecco che si alza il polverone e qualche tuo amico comincia a darti dell’ignorante, del radical-chic, ad incolparti di vilipendio verso il tricolore… manco je stessi a sparà sulla mamma inferma con un fucile da cecchino!
Allora io, invece, ve lo dico: secondo me La grande bellezza è una pellicola sopravvalutata. PUNTO. Per carità, la fotografia è spettacolare, però proprio perché sono romano credo che gli scorci della Città Eterna che vengono presentati ne La grande bellezza non facciano altro che veicolare un’immagine posticcia ed assolutamente irreale della mia città, oltre che dell’Italia tutta. Io ci sono anche abituato eh, però su, almeno i miei connazionali potrebbero evitare di fare come i tedeschi. Si perché loro, i germanici, quando dico che sono di Roma a volte fanno delle espressioni strane e sono arrivato a pensare che ritengano io abbia vissuto la mia infanzia alla corte dei Doria-Pamphili, però appunto… so tedeschi, c’hanno l’idea del viaggio in Italia di Goethe e credono che ci siano ancora i limoni che fioriscono (von krukken, i limoni l’avemo già raccolti da mo’, da un po’ abbiamo pure cominciato a infilasseli in quel posto, che la buon’anima de mi’ nonna diceva che aiutavano a strigne!)
Comunque, molti dicono che è una perfetta immagine della vuotezza del nostro paese, vera e realistica. Sinceramente? A me pare solo un nuovo prodotto di quella famosa pochezza, tutto fumo e niente arrosto. Poi per carità, il mio parere vale come il 2 di coppe quando a briscola regna spade, però visto e considerato che già quando dico che sono italiano qui mi tocca combattere con le idee naif del tedesco medio che immagina il Bel Paese come una sorta di Arcadia dove si suonano il mandolino e la siringa e Berlusconi pascola un branco di pecoroni, ecco magari avrei anche fatto a meno di dover pure subire la beffa del “ma lo dite anche voi che siete vuoti, belli ma vuoti”. Detto fra noi, io mi sarei sentito più rappresentato da un “bruttini, ma simpatici” (che è il sottotitolo della storia della mia vita, a volte ci tolgono pure la seconda parte e lasciano solo il “bruttino” eh!), piuttosto che da un inno alla fuffa (che sicuramente in Italia è presente, come in ogni dove, ma non me pare neanche il caso di farci sopra un film e per giunta andarne fieri!).
Poi vabbè, non commento neanche il discorso di ringraziamento di Sorrentino nel ricevere l’Oscar, che dice che sua fonte di ispirazione è stato Maradona. Maradona? Ma davvero? Cioè, senti Sorrentino… ora, per carità: hai fatto il film, a alcuni è piaciuto, hai avuto la statuetta dorata, La grande bellezza è ‘na roba tua, puoi dire quello che vuoi.
… Ma Maradona? Cioè… eccheccazzo ma perché dobbiamo sempre fare la figura dei cretini che sbavano dietro a un pallone? Non potevi ometterlo, pensarlo ma ometterlo? (Io, anche se non sembra, spesso ometto alcuni miei pensieri, non li lascio semplicemente fluire impunemente come sto facendo adesso). Guarda davvero, Paolè, avrei preferito un discorso pieno di aria fritta in cui ringraziavi le menti geniali che abbiamo avuto nello Stivale, pure ‘na roba peciona al massimo co’ Leonardo Da Vinci e Pirandello… ma un giocatore di calcio? Diciamolo subito allora che non se la volemo levà dalle palle l’immagine degli italiani cazzoni che abbiamo all’estero e finiamola così, dimo che la Merkel c’ha er culone e fine.
E comunque – non per dire nulla – ma secondo me ‘sto film ha vinto solo perchè agli americani je piace pensà che c’è qualcuno più minchione di loro (ed in merito vi segnalo anche un interessante articolo che ho letto ieri sera e che rispecchia esattamente il mio pensiero)
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Informazioni su andreambetti

Andrea Betti (che ormai si presenta a tutti come "Andrés" perchè è stanco di farsi chiedere se sia nato donna!) è un ragazzo come tanti, di quelli che passano più tempo a disperarsi per il futuro che incombe, piuttosto che a vivere il presente che li incalza. Dal 2010 vive a Berlino, ha studiato Comunicazione alla Sapienza di Roma ed adesso fa tutta una serie di lavori che neanche lui capisce fino in fondo cosa abbiano a che fare l'uno con l'altro: lavora in un locale, fa traduzioni, scrive testi, articoli per giornali e blog e pure due robe per la TV e la radio, così.
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4 risposte a La grande bellezza … che amarezza!

  1. Giuseppe Albano ha detto:

    Ciao, Andrea!
    Scusami se te lo dico, ma ho l’impressione che tu non abbia compreso nulla del film. Non hai compreso l’essenziale! …non hai compreso che quella schiera di ricchi spiritualmente affievoliti non rappresenta altro che una metafora – si tratta di un film poetico – dell’universo umano contemporaneo. Il tuo non aver compreso che si tratti di una metafora ti ha indotto a credere erroneamente che in questo film non ci sia un messaggio sull’uomo ma su una piccola schiera di ricchi imbecilli! ….sarebbe come se un individuo, che non comprendesse, ne “L’infinito” di Leopardi, che quella del colle rappresenta solo una metafora, pensasse che in quella lirica si parli solo di una montagna”
    Nel capolavoro di Sorrentino, invece, quella “umanità reietta”, così specifica da un punto di vista sociale, non è altro che la metafora dell’effimero, di quel “bla…bla…bla…..” sotto cui abbiamo seppellito il nostro più profondo sentire, come dice Jep Gambardella.

    Spero che tu non te la prenda per la mia sincerità – bloggare vuol dire anche scambiarsi opinioni – e che dia uno sguardo al mio scritto nel quale do la mia chiave di lettura sugli attacchi che il film di Sorrentino ha ricevuto in Italia: http://fuoriportata.wordpress.com/2014/03/05/la-grande-bellezza-contro-la-grande-bruttezza/

    • andreambetti ha detto:

      Ciao Giuseppe, figurati, nessun problema. Come giustamente dici: scrivere un blog significa, anche e soprattutto, ricevere commenti e quindi intavolare discussioni, ovviamente con i giusti toni e le giuste argomentazioni (come in questo caso da te fatto, e di questo non posso che ringraziarti!). La questione di fondo, comunque, non è che non abbia capito che il film fosse una metafora (credo di avere un bagagli culturale abbastanza ampio da riconoscere una metafora quando me ne capita una =P), quanto che – comunque – io non abbia trovato, nel complesso, il film così interessante, addirittura – per citarti – un capolavoro. Come hai certamente notato, non ho criticato il film scendendo nel particolare, limitandomi a pochi aggettivi ed a pressoché nessuna spiegazione (ed avrei potuto, ho scritto critiche cinematografiche in passato e mi sto laureando con una tesi sulla fiction televisiva, ma la cosa avrebbe necessitato andare fuori dal seminato del blog e, soprattutto, dovermi rivedere il film, visto che la visione risale a parecchio tempo fa =P) perchè il mio post era incentrato su altro: ovvero sull’immagine che gli italiani presentano di sé all’estero e sul fatto che, di fronte ad un oscar, tutti, anche quelle persone che non hanno mai visto un film in vita loro (credo che possiamo dirci entrambi d’accordo nel sostenere che un “Vacanze a Cortina” non sia da annoverare quale film al pari de “La grande bellezza”, seppur anche il primo possa costituire un interessante caso di studio :)).

      Ho letto con interesse il post del tuo blog, ma credo che proprio le motivazioni che a te fanno definire “La grande bellezza” un capolavoro a me lo fanno sembrare un film vuoto o, per meglio dire, un film che avrebbe potuto davvero essere molto interessante, se non si fosse perso esso stesso nel tema che voleva trattare. La pellicola è visivamente magnifica, ma anche questo non è bastato a coinvolgermi. Mi ha presentato (e bada, continuo a parlare in prima persona, perché comprendo che il giudizio sia soggettivo!) una serie di scorci di Roma ed una serie di scene che, alla lunga, mi hanno stancato. Nel raccontare la vacuità e la miseria di questa società a cui, ovviamente, nessuno di noi appartiene, ma che noi tutti conosciamo e sappiamo esistere – vuoi per via delle cronache mondane, vuoi perché alcuni di noi, essendo nati o vissuti a Roma, hanno incrociato la strada di alcuni di questi personaggi – mi ha presentato una serie di personaggi abbozzati che, in definitiva, non mi hanno lasciato nulla (e non nel senso che credi tu). Lo stesso protagonista si trascina da un incontro all’altro rimuginando sempre sullo stesso concetto, che era già chiaro dopo le prime 4 o 5 battute. Ripeto, il problema del film non è il tema trattato, a mio parere, ma il fatto che un tema da solo non può reggere un’opera intera o, almeno, non può farlo se quel tema non è innovativo (lo è per i critici esteri, che infatti lo hanno adorato, ma per me che sono italiano e romano, lascia davvero il tempo che trova). Personalmente – ma ripeto è un parere personale – ho trovato il film un eccesso di retorica e virtuosismi (pur con alcune, interessanti idee e citazioni, che però avrebbero dovuto essere sviluppate meglio, in favore di altre!) ed anche un po’ “pavido”, se mi passi il termine. La critica si è divisa, così come l’Italia, perchè il film si presta a troppe letture, anche discordanti tra loro: scegliendo di non dare alcuna lettura più forte delle altre, se non una mera presentazione di situazioni, Sorrentino ha dato un colpo al cerchio ed uno alla botte (nel bene o nel male, se ne parlerà… ed infatti così è successo!). Alcuni dicono che sia un film che vada visto più volte (io personalmente dopo una visione ho scelto di rimanere con il dubbio amletico di non aver colto questa “grande bellezza” della pellicola), personalmente credo che se a farti venire voglia di rivedere un film siano le critiche dei giornali o degli addetti ai lavori, allora il film abbia evidentemente mancato il suo obiettivo. Una critica può e deve incuriosire, fare luce su aspetti che non erano stati colti, su rimandi e citazioni che non sono alla portata di tutti, ma non può costituire – a mio personale modo di vedere – l’humus, unico e solo, che nutre una seconda visione. Se un film non ti fa venire, da solo, la voglia di andare oltre, di essere esplorato, di essere compreso non ha senso (e parlo sempre del mio singolo caso e della mia personale opinione) stare lì ad infliggersi pene 🙂

      Poi, appunto, ripeto, il senso del post non voleva essere una critica al film, ma a tutto ciò che si è creato attorno (leggevo oggi sul giornale che una discussione sul film è finita in tragedia! Mi sembra davvero assurdo!)

      🙂 Un saluto,
      andrés

  2. Giuseppe Albano ha detto:

    Scusami se ti rispondo “in differita” ma io uso solo il pc e non dispositivi portatili, quindi sono in internet solo in certi momenti. 🙂

    La tua risposta è così strutturata – da articolo – che, paradossalmente, fa sembrare un commento l’articolo vero e proprio. Penso di essere riuscito a farti uscire meglio quello che avevi in mente, e questo me lo prendo io come merito!
    Il tuo “articolo-commento” è da critico cinematografico e non mi sento di eccepire. Per quanto riguarda il fatto che il film di Sorrentino racconti un tipo di uomo che non ci appartiene non sono d’accordo; insisto nel dire che è una metafora del nostro essere, sul tipo di Roquentin de “La nausea” di Jean Paul Sartre. Insisto per quello che ho sentito io, ovviamente!

    Ciao!

    • andreambetti ha detto:

      Figurati, nessun problema per la differita. In fondo il bello del blog è questo: le pagine ed i commenti sono sempre qui, per quando si ha piacere (e soprattutto tempo) di leggere e rispondere. Ti do, comunque, tutto il merito di “avermi fatto uscire la critica”: d’altro canto il piacere di scrivere un blog è, anche e soprattutto, quello di sviscerare i temi e confrontarsi con altri su questi. A mio modo di vedere, soprattutto in post o blog che non mirano a dare info di carattere tecnico, il post in sé non è altro che uno spunto per parlarne poi specificatamente tramite commenti. In caso contrario tanto varrebbe scrivere per sé o scrivere su un giornale, in modo da salire in cattedra e pontificare. 🙂 Tornando al film, chiaramente, come giustamente dici tu, ognuno di noi può sentire o meno una certa aderenza e mimesi con le situazioni, ma in questo caso direi più “le percezioni”, che il film racconta o tenta di raccontare. D’altro canto l’analisi della cultura passa anche e soprattutto attraverso il filtro dell’osservazione partecipata, se così non fosse non si avrebbero differenti critici e critiche.

      Sono comunque molto contento che tu sia passato da qui, abbia lasciato un commento e mi abbia permesso di conoscere la tua pagina: ritengo che vi siano – nella rapida letta che gli ho dato – degli interessanti spunti di riflessione e materia di discussione 😉 Comincerò a seguirti 😉

      Un saluto
      andrés

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