Case a Berlino: consigli su come trovare una stanza!

Ancora silenzio, questo blog comincia a pesare come un lavoro, quasi più della mia tesi di laurea mai iniziata e che forse non vedrà più la luce. Mi ero ripromesso di postare ancora, ma una serie di sfortunati eventi (l’amore, ah l’amore; il tempo libero, sempre troppo per essere utilizzato in maniera proficua; la perdita della password di wordpress, e qui non abbiamo commenti) mi hanno tenuto lontano dai miei fedeli lettori (il sarcasmo sottile non deve mai mancare nella vita, come una spruzzata di pepe bianco sulle verdure. che è la morte sua, diceva mia nonna).
Nell’ultimo post sull’Istruzione in terra teutonica mi ero ripromesso di continuare il discorso presto/prestissimo… d’altro canto avevo anche spergiurato ai miei che mi sarei laureato l’anno scorso. Chi può veramente dire cosa succederà nel nostro futuro?! Io no, considerato che non sono neanche certo di cosa mi accada nell’immediato presente.
Il post di oggi, malgrado le promesse fatte, tratterà di nuovo, come da titolo, della ricerca di case a berlino. Il motivo è molto semplice: moltissimi di voi mi hanno scritto in privato, disperati, in cerca di dritte per trovare un letto nella Hauptstadt (oltre che per farmi i complimenti per il blog, maledetti bugiardi!)
Ecco alcuni consigli che mi vengono in mente per tutti coloro che stanno cercando case a Berlino o stanze, ma purtroppo sono scoraggiati e continuano a refreshare la pagina di WG-Gesucht (metto nuovamente il link) con uno sguardo di disperazione e speranza, come le monache che attendono di ricevere l’eucarestia alla messa delle 9 del mattino.
Ringrazio la mia lettrice Ilenia ed il caro Gerard (entrambi ancora in cerca!) per gli ottimi spunti di riflessione che mi hanno consentito di stilare questo elenco.

Vademecum per creare la giusta lettera di presentazione.
Mission Impossible: Trovare case a Berlino!

1) Moltissimi annunci di case a Berlino richiedono una descrizione di voi. Scrivete email complete, ma che non siano troppo lunghe o pesanti, raccontando dettagli superflui. Molte persone controllano la casella postale tramite il telefono, durante le lezioni in università o in ufficio, quindi non hanno né il tempo, né la voglia di mettersi lì a leggere un ebook sulla vostra vita.
2) Non siate impostati, ma mantenete un tono informale. In generale è naturale voler trasmettere una certa credibilità che, in qualche modo, vi differenzi dal prototipo dell’italiano X senza arte né parte che viene in Germania cercando l’albero della cuccagna, però non dovete neanche spaventare i poveri teutonici. Non intimiditeli. I berlinesi, rispetto ai tedeschi di altre città ed a ciò che noi percepiamo dall’Italia, non fanno un’emerita mazza dalla mattina alla sera (prendete questa frase con le pinze eh: molti sono studenti universitari che non stanno proprio a lavorare nelle miniere di sale, altri sono rampolli europei parcheggiati qui in attesa che cambi il vento come la tizia di Chocolat, altri lavorano, certo, ma sono ben lontani dal famigerato Stachanov!)… se si mettono a fare il confronto con plurilaureati seriosi, come voi descrivete di essere, si sentono dei cretini e voi ci perdete, perché alla fine sono loro che scelgono il coinquilino e voi rimanete con un palmo di mosche e ciao ciao case a Berlino!
3) Se vivete sotto il tetto di mamma e papà sorvolate su questo fatto: i teutonici escono di casa a 17 anni spaccati (come Cenerentola che aveva il coprifuoco allo scoccare della mezzanotte, scarpetta più scarpetta meno!). Gli fa strano l’idea di stare con i loro vecchi fino alle calende greche. Se dite di vivere con la vostra famiglia vi date la zappa sui piedi perché lasciate intendere di non avere l’importantissima WG-Erfahrung (esperienza in case condivise!). Ovviamente noi sappiamo perfettamente che in Italia per lasciare il nido o hai botta di culo, o hai i soldi che ti escono dal culo, oppure ti fai un culo esagerato – in tutti i casi la parola con la c è fondamentale! – ma tanto loro non ci arrivano a questa cosa, quindi è inutile che tentiate di spiegargliela. È come la differenza tra tutti i tipi di passato che abbiamo in Italiano e che il Tedesco non ha. Gliela puoi disegnare con le matite colorate, ma loro comunque non ci arrivano. Amen!
4) Se avete già un contratto di lavoro firmato ed è questa la ragione che vi porta a cercare case a Berlino, questo è sicuramente un punto a vostro favore che non dovete dimenticare di menzionare. Se si tratta solo di un tirocinio non è importante che scriviate che è tale, né il tempo esatto del contratto. Siate furbi e vaghi (ho imparato, a mie spese, da alcuni uomini che essere vaghi è molto diverso dal mentire!), perché in fondo voi sapete benissimo (o vi augurate!) di non avere problemi a pagare l’affitto, quindi non importa che i vostri futuri coinquilini si facciano venire dubbi in merito (sarà un tirocinio pagato? Se si, il suo stipendio gli permetterà di camparsi?)
5) In Germania, come in Italia, si paga di mese in mese e non a settimane come nei paesi anglosassoni, dunque non ha senso chiederlo. Comunque, in generale, se cercate case a Berlino non parlate di soldi (metodo di pagamento, eventuale abbassamento dell’affitto o della cauzione, etc.) nella vostra mail di presentazione: più ne parlate, più se ne preoccupano. Sorvolate… quelle sono cose che si possono discutere, se escono fuori, in sede di colloquio a voce/skype. Ricordate che il vostro scopo non è unico, ma triplice (come la Santissima Trinità). Voi dovete conseguire, nell’ordine: una risposta alla mail, un appuntamento per un colloquio, delle stanze / case a Berlino. Non affrettate i tempi, ogni cosa va fatta al momento giusto!
6) Puntate sul lato umano e sul fatto che siete degli ottimi (insuperabili) Mitbewohner (coinquilini!). Moltissimi annunci riportano la scritta “keine Zweck-WG” che significa, in soldoni, “non vogliamo gente che se ne sta chiusa in camera sua e ci ignora“. La verità è che poi nel 99% dei casi sono loro i primi a comportarsi così, però non gli piace che li si bolli come orsi solitari (d’altro canto se l’orso è il simbolo della città ci sarà un motivo, no?). Funziona un po’ come gli omofobi nella politica italiana, che sanno benissimo di essere degli intolleranti bigotti, ma comunque non mancano mai di dire “ho molti amici frou frou“! In ogni caso voi dovete sottolineare che siete dei tipi molto aperti e vi piace stare con la gente (guardare film assieme, cucinare, bere una birra nel week-end, spulciarvi in gruppo come fanno i macachi del borneo etc), ma che sapete anche ritagliarvi i vostri spazi e non soffrite di solitudine o sindrome dell’abbandono se vi lasciano da soli in camera come il Gobbo di Notre Dame o un cane la notte di capodanno. Il vecchio e collaudato “un colpo al cerchio ed uno alla botte“, insomma!
7) Considerate che una mail in inglese già vi toglie molte possibilità… il discorso è sempre lo stesso: ai tedeschi piace dire che sanno l’inglese, ma poi molti si scocciano a parlarlo tra le mura domestiche o a sforzarsi di leggere dal cellulare (vedi sopra) una mail in un’altra lingua (che è un po’ quello che da vent’anni tento di spiegare a mia madre: “si mamma, mi piace la pancetta, ma non vuol dire che ogni volta che torno a Roma e sto due giorni da te io debba mangiare solo quella!”). Visto che ovviamente non si può apprendere il tedesco in un batter d’occhio, stile Trinity di Matrix che impara a pilotare un elicottero da guerra in 2 nanosecondi, il mio consiglio è di farvi tradurre da qualcuno in lingua la cover letter (dove ovviamente specificate che non parlate crucchese e che qualcuno ve l’ha tradotta!) e di inserire che tra i vostri buoni propositi (che non dovranno fare la fine di quelli per il nuovo anno, che durano fino alla Befana) c’è ovviamente quello di apprendere die Deutsche Sprache. Questo è importante non solo perché dimostrate di apprezzare la loro amatissima lingua (non mi ricordo dove, ma lessi che il DUDEN, ovvero il più famoso dizionario della lingua tedesca, è entrato anche nella lista dei best-sellers germanici, figuratevi un po’!), ma anche e soprattutto perché segnalate sin da subito di volervi integrare.
8) L’ultimo rientra nei consigli della nonna, assieme a quello di non prendere caramelle dagli sconosciuti (in special modo se siete al Berghain, perché quelle che vi offrono al 99% non sono caramelle veramente!) e a non parlare con chi non conoscete (e qui se siete stranieri che capiscono 0 di crucchese già ve la cavate benissimo da soli!). Occhio ai fake, ai furfanti, alle sole… insomma a quelli che vi vogliono rifilare la fregatura. Negli anni si sono moltiplicati e contattano ragazzi italiani e spagnoli – zoccolo duro della categoria debole di “coloro che non sanno un cavolo di tedesco, in inglese si difendono come La Bella Addormentata nel Bosco in una foresta di arcolai, e sono così disperati che venderebbero l’anima al Diavolo pur di avere un materasso dove dormire” – dandogli il loro skype. Riconoscere un fake è spesso semplice, ma alle volte questi sono furbi ed insidiosi come l’incrocio transgenico tra la Volpe di Pinocchio e la vostra ragazza in una svendita di intimo per signore. Non importa quanti documenti d’identità scansionati vi inviino e quante storie di famiglie all’estero possano inventarsi: non pagate mai nulla finché non avete firmato un contratto, conosciuto la persona, visto la stanza e sopra ogni cosa ottenuto in mano le chiavi (e verificatone il corretto funzionamento).
8 bis) Se avete amici o parenti credenti fate loro accendere un cero a qualche santo (io ho la madre della mia migliore amica che, tra i miei bisogni e quelli della figlia, credo sia stata già segnalata ai pompieri catalani come possibile piromane, visto il numero di candele che ha acceso nel santuario della madonna di Balaguer!)
Un saluto e buona ricerca a tutti!
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OFF Topic, aggiornamenti dell’ultimo minuto sulla mia vita (leggere solo se interessati o particolarmente ficcanaso!)
Ho trovato un nuovo lavoro. Sono passato dalle meraviglie della scrittura online e del SEO a conturbanti danze dei sette veli in un night-club. Per chi stesse cercando di immaginarmisi alle prese con trasparenti fazzoletti, intento a dimenarmi come un’anguilla su di un cubo, dico subito che non è così (i teutonici non saranno famosi per il loro senso estetico, ma non si sono spinti ancora oltre il confine del buongusto contrattandomi come go-go dancer). In compenso il sottoscritto, 54 Kg di peso e le braccine da spaventapasseri, è Runner saltuario (leggasi Mini-Job) in quel dello SchwuZ Club. Praticamente trascorro le serate a strappare bottiglie vuote dalle mani di giovani (e meno giovani) omosessuali ubriachi, mentre alcuni di loro (ovviamente quelli che hanno già passato gli -anta) mi guardano con sguardi carichi di lussuria. Alla fine ci sta. Ho molto tempo libero (sempre troppo!), la paga è buona ed io posso risparmiare sulla palestra (non sapete quanto diavolo possono pesare le casse di Becks da 25!), ma non sulla fisioterapia (i famosi guadagni di maria cazzetti, di cui mia madre va blaterando da anni!).
A tempo perso ho iniziato a scrivere un libro che parla di… Berlino e gioventù (non sono certo di essere ferrato in nessuno dei due ambiti, eppure cavolo sono arrivato qui nel 2010 ed ancora devo compiere 24 anni!). La mia correttrice di bozze di fiducia si augura che non mi perda per strada come con l’Università e con questo Blog. Ah, queste giovani piene di speranze!
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Informazioni su andreambetti

Andrea Betti (che ormai si presenta a tutti come "Andrés" perchè è stanco di farsi chiedere se sia nato donna!) è un ragazzo come tanti, di quelli che passano più tempo a disperarsi per il futuro che incombe, piuttosto che a vivere il presente che li incalza. Dal 2010 vive a Berlino, ha studiato Comunicazione alla Sapienza di Roma ed adesso fa tutta una serie di lavori che neanche lui capisce fino in fondo cosa abbiano a che fare l'uno con l'altro: lavora in un locale, fa traduzioni, scrive testi, articoli per giornali e blog e pure due robe per la TV e la radio, così.
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Una risposta a Case a Berlino: consigli su come trovare una stanza!

  1. Valeria ha detto:

    Questo è quello che penso di Berlino, è la mia percezione, anche se non ci ho vissuto né ci vivo come te http://miomuro.blogspot.it/2013/01/berlino.html
    Ps. è allegro il tuo blog, mi piace…:)

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