Gay italiani: quando l’Europa appare così lontana

Ci siamo, ci sto cascando di nuovo … sto per rifare un confronto tra il mio paese natale e quello in cui attualmente (soprav)vivo. È più forte di me, è una forza che mi prende e mi spinge a spalare cucchiaiate di letame come si farebbe con la maionese su un Currywurst!

Che poi, a ben vedere, c’è un motivo per cui mi comporto così (noia? Eventuale situazione familiare disagiata? Un sassolino nella scarpa ahi, che mi fa tanto, tanto male ahi?). No, in realtà credo che sia solo una questione di presunzione: sono convinto che il mio modo di vedere una singola questione sia nel 99% corretta (e nel rimanente 1% si avvicini in ogni caso asintoticamente a “La Verità”), quindi tento in ogni modo di lasciare che i miei pensieri fluiscano all’esterno come le goccioline di latte dalla mozzarella, inondando il mondo della loro indubbia saggezza!

Ma poi, dai, siamo seri: può essere possibile che la maggioranza dei miei connazionali sia così orba da non vedere quanto sia grottesco e retrogrado il nostro paese? Anche una comunità di babbuini se avesse il minimo interesse a seguire i nostri telegiornali ci darebbe degli idioti!

“Dio lo vuole”: aspettando una Crociata contro i gay italiani!

Considerando le 1000 e 1 idiozie che i nostri politici e personaggi famosi sparano impunemente in televisione, non avrei altro che l’imbarazzo della scelta su quale delle tante soffermarmi per fare un paragone. Mi sento un po’ come un bambino di fronte ad un buffet: inizio dal dolce o dal salato? Prendo la tartina con il caviale oppure mi abbuffo di mignon come se dovessi morire domani?

Ci sono: iniziamo da questo articolo del Corriere della Sera su alcune dichiarazioni di Rosy Bindi. “Il matrimonio è solo eterosessuale” sostiene la politica italiana, classe 1951 (praticamente una ragazzina!) e attuale Presidente del Partito Democratico, ovvero l’anima di centro-sinistra del bipartitismo del mio paese (nello scrivere quest’ultima frase mi sono risaliti i peperoni di ieri, ma la mia faccia non ha cambiato espressione: con una tale capacità di dire idiozie e dissimulare, se fossi una donna potrei fingere l’orgasmo anche con una siccità delle parti basse paragonabile a quella del deserto del Kalahari!).

Al di là di cosa farei o non farei se fossi del gentil sesso, il punto della questione è che nel 2012 il presidente di un partito che dovrebbe essere non dico progressista in sé, ma se non altro “più progressista del PdL”, se ne esce veramente con opinioni molto tristi. Si perché se lei è una di quelle che è dalla parte dei diritti della minoranza(?) LGBT, i gay italiani insomma, non oso pensare a cosa potrebbero dire in merito quelli dell’altro schieramento!

Non che in realtà vi sia molto spazio per l’immaginazione, ché si sa, nel Bel Paese è difficile che qualcuno si tenga un’opinione per sé, ed è così che iniziano a volare minchiate a non finire sui cieli di Roma e Milano!

Vittorio Sgarbi, ad esempio, (che secondo wikipedia è, nell’ordine: un critico d’arte, politico, opinionista, personaggio televisivo e scrittore italiano. Chissà se è anche lavabile in lavatrice!) ha voluto dare in pasto ai media le proprie parole, ché in effetti se ne sentiva il bisogno, come se non bastassero quelle della Bindi, che appare più convinta di aver giurato lealtà alla Bibbia riveduta e corretta da Torquemadapiuttosto che sulla nostra Costituzione!

Con un brillante editoriale su Il giornale, Sgarbi come sempre punta sulle proprie capacità di demagogo, la sua indubbia cultura e la sua vena provocatrice per ribaltare frittate e sbattere uova con la stessa maestria di Anna Moroni nello spazio a lei dedicato nel programma La Prova del Cuoco. In effetti la somiglianza dei due è calzante considerando l’urto che la voce della signora provoca anche alle orecchie meno sensibili e l’effetto non dissimile che le parole del critico sui gay italiani producono in me.

Il vero problema però non è Sgarbi – che forte del potere della cultura ha vita facile con una massa di pecoroni come gli italiani che, leggendo due parole imbellettate, potrebbero vendere la propria madre per meno di trenta denari – quanto appunto il fatto che la gente prenda per vero tutto ciò che su un giornale è scritto.

Sono scomparse le figure della ragazza madre e del «finocchio» costretto nel suo ghetto.” sostiene il Vittorio nazionale, riferendosi a quanto detto sulle coppie omosessuli dal Parlamento Europeo. Peccato che Sgarbi faccia finta di non ricordare i continui attacchi ed offese a cui i giovani (ma anche maturi) gay italiani sono costretti. Non pago di rimaneggiare la realtà delle cose come un prestigiatore farebbe con un mazzo di carte, il nostro scrittore non poteva poi esimersi dal tirare in ballo l’Economia: in un momento di crisi buttarla sul contenimento delle spese è l’unico modo per essere certi che gli italiani capiscano. “Morto un uomo il suo giovane compagno potrà, come una moglie, ottenere i benefici della pensione. Quello che valeva soltanto per marito e moglie, varrà per marito e marito e moglie e moglie, in un vertiginoso incremento della spesa pubblica.” Un po’ come quando, con l’avanzare della peste, si dava la colpa agli untori: non che la peste venisse debellata, ma dire che in questo modo si sarebbe diffusa meno, se non altro distoglieva l’attenzione dai colpevoli reali e dava qualcosa da fare al popolino!

Tanto il babbuino italiano medio non baderà a queste sottili cose, ma – accecato come un toro alla vista del rosso – si prodigherà in fantastici commenti che inorgoglirebbero gli uccisori delle Streghe di Salem, come quelli che riconducono il matrimonio odierno a quello romano (d’altronde mi pare ovvio che noi non ci siamo affatto evoluti dal Corpus Iuris Civilis giustinianeo!), o un’altra perla come questa, che merita di essere riportata in maniera integrale per venire esposta al pubblico ludibrio:

#13 Grisostomo (196) – lettore il 14.03.12 alle ore 11:06 scrive:
Il solo pensiero che uno si debba spaccare la schiena per lavorare e pagare le tasse per dare poi la pensione di reversibilità ad un pervertito sporcaccione solo perchè ha praticato i suoi abominevoli accoppiamenti contro natura con un suo simile passato a miglior vita mi fa accapponare la pelle. Per i gay solo cure coatte fino alla completa guarigione!!!!!
Avrei voluto commentarlo in qualche modo, ma non riesco a trovare le parole… quello che so per certo è che simili dimostrazioni di odio qui in Germania sarebbero assolutamente considerate fuoriluogo. In Italia, al contrario, tutto è opinione: abbiamo un nostro particolare modo di vedere la libertà di espressione quale “libertà di offendere e dire tutto ciò che ci passa per l’anticamera del cervello!”. Problema linguistico, culturale o solo arretratezza?

Neanche i gay italiani sanno che dire, figuriamoci che fare!

In Germania dal 2001 è presente l’istituto della Eingetragene Lebenspartnerschaft, che di fatto dà pieno riconoscimento alle forme di amore omosessuale e le equipara pressoché in toto a quelle eterosessuali. I profili di questo istituto giuridico – che potrebbero essere considerati fantascienza per i gay italiani – non si discostano da quelli del tradizionale matrimonio sul piano patrimoniale o di agevolazioni in materia di Staatsangehörigkeit(cittadinanza) e simili, ma solo ed unicamente su quello della filiazione e delle adozioni, non ancora perfettamente speculari.
Il Bürgermeister (Sindaco) di Berlino, Klaus Wowereit, è gay ed il suo modo di presentarsi, sia come politico che come persona omosessuale, è un qualcosa che ha quasi del disarmante se lo si guarda da un punto di vista tipicamente italiano:

Ich bin schwul – und das ist auch gut so!“ (Sono omosessuale e va bene così), senza aggiungere altro, semplicemente con normalità, come dovrebbe essere. Un po’ come se Napolitano durante un discorso alla nazione rivelasse “Ho più di ottant’anni!” e bon. Chi si scandalizzerebbe o chiederebbe delucidazioni in merito? Nessuno immagino (ma non ci giurerei, che in Italia pur di dar fiato alle trombe disquisirebbero anche del sapore dell’acqua a Porta a Porta!)

Sembra chiaro da queste poche righe che la vita delle coppie omosessuali nella Repubblica Federale sia assolutamente più facile rispetto a paesi come l’Italia, che ancora cavillano sulle radici “cristiano-cattoliche” della loro cultura per negare il diritto al riconoscimento della propria forma d’amore ai gay italiani.

Colpa della società? Colpa del machismo italiano che ancora ci portiamo dietro? Sicuramente, ma non vorrei togliere dal novero dei responsabili anche le associazioni dei gay italiani, vere e proprie macchiette rispetto a quelle tedesche.

In un simpatico ed assolutamente lucido articolo, il blogger di vogliosposaretizianoferro.it, Andrea Bordoni, riflette sulle grandi pecche del movimento LGBT in salsa italiana usando come spunto una puntata del programma televisivo In 1/2h di Lucia Annunziata. Al di là degli esilaranti teatrini di cui la conduttrice si rende protagonista, l’immagine delle associazioni gaye intervenute nella trasmissione ne esce realmente martoriata: una massa di lacchè, incapaci addirittura di dire chiaramente quali siano gli obiettivi del loro rivendicare, servili a tal punto da arrivare a proporre alla conduttrice – rea di aver pronunciato frasi omofobe e di non voler chiedere neanche scusa – di entrare in un Comitato d’Onore delle associazioni (roba che qui le avrebbero fatto perdere il posto di lavoro, altro che inviti!). Ridicoli!

Con questi chiari di luna, mi chiedo quando riuscirò a scrivere un post in cui festeggiare una legislazione per i gay italiani simile a quella tedesca. Ich warte darauf!

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Informazioni su andreambetti

Andrea Betti (che ormai si presenta a tutti come "Andrés" perchè è stanco di farsi chiedere se sia nato donna!) è un ragazzo come tanti, di quelli che passano più tempo a disperarsi per il futuro che incombe, piuttosto che a vivere il presente che li incalza. Dal 2010 vive a Berlino, ha studiato Comunicazione alla Sapienza di Roma ed adesso fa tutta una serie di lavori che neanche lui capisce fino in fondo cosa abbiano a che fare l'uno con l'altro: lavora in un locale, fa traduzioni, scrive testi, articoli per giornali e blog e pure due robe per la TV e la radio, così.
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4 risposte a Gay italiani: quando l’Europa appare così lontana

  1. Andrea Bordoni ha detto:

    Complimenti, bell’articolo, visione lucida. Ma che dall’Italia devo gridare alla fuga di cervelli anche per le persone gay? 🙂

    • andreabetti ha detto:

      Grazie per i complimenti, Andrea… anche se è anche merito tuo, avendomi ispirato =P Ahahah, dici che adesso anche i gay hanno un cervello? Occhio a fare simili affermazioni, è un attimo che ti arriva la scomunica!

  2. Giorgio ha detto:

    Eh, secondo me in questo caso il retaggio cattolico assume un peso importantissimo. Condiziona cultura e comportamenti e detta l’agenda politica, e non è un caso che in Europa del Nord siano più avanti su queste tematiche. Poi comunque Berlino è un caso speciale, non in tutta la Germania i gay possono camminare tranquillamente mano nella mano per strada…

    • andreabetti ha detto:

      Questa cosa del retaggio cattolico non mi ha mai convinto molto, ma in realtà è un po’ di tempo che ci sto riflettendo. Frequentando molti spagnoli qui a Berlino mi sono reso conto che, malgrado vi siano molti punti in comune tra la loro cultura e la nostra, vi sono anche delle visioni del sesso e dell’omosessualità molto differenti. Forse davvero la presenza del Papa in suolo italiano ci segna, più marcatamente di quello che avevo sempre immaginato.

      Grazie per essere passato 🙂

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