Case a Berlino: la condivisione al gusto di X-Factor

Come avevo promesso eccomi qui con la seconda puntata sulla ricerca delle case a Berlino. Mentre la scorsa volta ci eravamo concentrati su coloro che, poverini, hanno deciso di voler fare la bella vita in un appartamento soli soletti o con amici, oggi voglio parlare delle WG (Wohngemeinschaft), gli appartamenti condivisi.
Direte voi si, vabbè… nulla di nuovo! Qualsiasi città che che abbia un’Università conosce il fenomeno degli appartamenti condivisi, che ce stai a raccontà de novo? e invece no, signori miei… proprio qui casca il proverbiale asinello. Nella Hauptstadt trovare una stanza non è affatto una cosa da prendere sottogamba, perché se è vero che su WG-Gesucht ci sono almeno 10 pagine di annunci nuovi al giorno, è altresì vero che la domanda e le selezioni sono più ardue di quelle di Miss Italia!

Case a Berlino: Chi tra tutte voi arriverà a Salso Maggiore Terme?

La prima cosa che dovete mettere in conto prima di gettarvi a capofitto in quello che è a tutti gli effetti un lavoro a tempo pieno è, in generale, che nel mondo delle case a Berlino voi non siete altro che una goccia nel mare dei disperati senza dimora che si accontenterebbero (e si accontentano!) anche di un materasso pulcioso buttato in un sottoscala. Voi siete i senzatetto e loro, le amabili persone che andrete a conoscere (io in un mese di colloqui avrò stretto la mano ad almeno 40 individui!) hanno il potere… e, come diceva Giulio Andreotti citando Talleyrand, “il potere logora chi non lo ha”… ovvero voi, i vostri nervi e le vostre giornate!
Poiché gli annunci di case a Berlino sono veramente tantissimi dovete prima di tutto fare una scrematura: cercate di capire quali sono le vostre disponibilità economiche e ignorate direttamente quelli che hanno un Warmmiete (affitto della stanza tutto compreso) che non vi rientra! Ho conosciuto gente che, povera stolta, pensava di potersi mettere a contrattare sul prezzo. Evidentemente non avevano ancora capito la legge fondamentale che soggiace a tutto il tran-tran: voi non valete assolutamente nulla! Non avete potere di contrattazione, siamo in Germania e non in un Bazar di Baghdad: se vi chiedono due cammelli voi dovete dare due cammelli , punto. Se non li avete… niente, avanti il prossimo! Altro giro altra corsa, venghino signori venghino!
Altro discrimine può essere il tabagismo – ché qui, non si sa come, tutti fumano, ma se vai a cercare una fucking Zimmer (aka stanza) nessuno vuole vivere con fumatori: ma che pensate che noi ci diamo alle bionde solo quando siamo fuori casa, un sabato si ed un no? Bah!
Ovviamente anche il vostro sesso è importante: esistono WG di sole donne – veri e propri ginecei nel bel mezzo della capitale tedesca – quelli di soli maschietti – che solitamente, mi spiace dirlo, lasciano un po’ a desiderare per ciò che concerne la pulizia – e, ovviamente, le WG miste. Queste ultime seguono una regola molto precisa (sarebbe stato forse possibile il contrario in Germania?): loro sono per le quote rosa (o azzurre in casa!) non si sa perchè… ad un certo punto sorge in una coppia di coinquilini di un unico sesso il forte desiderio di avere in casa un individuo dell’altro. È più forte di loro e pertanto scrivono direttamente nell’annuncio ciò che cercano, senza lasciarsi aperta la possibilità di conoscere chi non soddisfi tale requisito. È una specie di istinto che non possono combattere, un po’ come le oche canadesi che a una certa prendono e migrano, ecco! È così e basta! Vai a capirli pure te…

Case a Berlino: Le faremo sapere… (La lunga attesa cfr. Carmen Consoli)

Dopo essersi sbattutti per tutti gli angoli della città, aver stretto mani a chicchessia come quando il prete dice di scambiarsi un segno di pace e, non paghi, dopo aver conosciuto i tipi più assurdi e aver sentito le richieste più impensabili, arriva la fatidica risposta di rito “Ti faremo sapere”! Si perché coloro che cercano case a Berlino sono veramente tanti, per questo motivo ad un singolo annuncio possono rispondere anche 50 persone in un’ora!
Una prima scrematura viene fatta già a partire dalla mail di candidatura: errori di ortografia, una carriera universitaria che fa sembrare noiosetto, un lavoro che non pare dare molto tempo per la convivenza… tutti questi sono ottimi motivi che possono portare a segare la metà dei partecipanti al concorso: unicamente i migliori arriveranno al Serale, come Maria de Filippi insegna ormai da anni!

I 15 finalisti che riescono ad entrare in casa per un sopralluogo (ché a volte non ci sono neanche le foto negli annunci) vengono colti da un improvviso sconforto nel citofonare e prendere posto per dare inizio alle danze.

Se sono fortunati l’intervista è individuale: siete tu e i futuri coinquilini. Tutto si riduce ad un gioco di sguardi e domande in cui tu vorresti riuscire a dir loro che quello spazio che si ostinano a chiamare camera è in realtà uno sgabuzzino con un materasso a terra, mentre loro tentano di comprendere se tu sia il coinquilino perfetto! La pressione è alle stelle, se sei l’unico intervistato non puoi neanche analizzare la concorrenza e capire se le tue possibilità siano reali o chiaramente non vi è la minima chance che tu possa smettere di refreshare WG-Gesucht!

Altre volte – per mancanza di tempo e non per sadismo, dicono – si fanno colloqui multipli, in cui  6 o 7 tizi  (a volte anche di più!) vengono intervistati simultaneamente, con la pretesa di farsi un’idea su tutti. La lingua da parlare è sempre un terno al lotto: alcuni non spiccicano una parola di tedesco manco sotto tortura, altri – ne sono convinto(!) – dicono così per giocarsi la carta del loro perfetto american english… gli venisse un colpo secco! Uscendo da una situazione del genere sei così svuotato che altro che case a Berlino, ti sembra di aver concorso in una giornata a tutte le discipline olimpiche; la testa ti scoppia e tu non ricordi neanche chi fossero giudici e giudicati, figuriamoci l’aspetto dell’abitazione!

In ogni caso puoi star certo, dicono loro, che ti faranno sapere… in realtà non è affatto detto… perché “sapete ci sono così tanti interessati da chiamare che noi manderemo una mail al vincitore, se gli altri non ricevono nulla entro due settimane, beh allora non sono stati ritenuti idonei!”. Certo, tanto io non ho nulla da fare nella mia vita che continuare a sperare e/o reiterare questo immondo teatrino gettando il mio tempo rispondendo ad annunci ed a scoprire che fanno nella loro vita improbabili ragazzi che hanno il buon cuore di chiamarmi per fare un’intervista!

Succo della questione: Ritenta, sarai più fortunato!

Annunci

Informazioni su andreambetti

Andrea Betti (che ormai si presenta a tutti come "Andrés" perchè è stanco di farsi chiedere se sia nato donna!) è un ragazzo come tanti, di quelli che passano più tempo a disperarsi per il futuro che incombe, piuttosto che a vivere il presente che li incalza. Dal 2010 vive a Berlino, ha studiato Comunicazione alla Sapienza di Roma ed adesso fa tutta una serie di lavori che neanche lui capisce fino in fondo cosa abbiano a che fare l'uno con l'altro: lavora in un locale, fa traduzioni, scrive testi, articoli per giornali e blog e pure due robe per la TV e la radio, così.
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4 risposte a Case a Berlino: la condivisione al gusto di X-Factor

  1. cecilia ha detto:

    non hai ancora provato zürich… lì si che è un vero spasso! anche se ci provi a dire che parli tedesco, nel momento che prendono loro la parola, hai l’impressione che dal tedesco si passi all’arabo, al che ci rinunci… gli dici che è meglio l’inglese. e da quel momento sai già di essere fuori dal gioco. e qui la differenza economica non è: “non so se mi posso permettere una stanza da 250 euro o uno da 350…mm forse 350 è troppo allora facciamo che non vado sopra i 300”, ma bensi “oh che culo c’è UNA stanza a 600 chf (497 euro), secondo annuncio 900 (746 euro), terzo 1200 (995 euro), il quarto 1500, il che ti dici ma che son scema io ad andare a spendere mille euro per vivere con altre 4 persone in casa e devo pure stare li a farmi giudicare se son simpatica o meno… in quel momento in cui questo pensiero attraversa il tuo cervello entri in crisi depressiva, loro se ne accorgono, capiscono che non hai un cazzo di voglia di stare a zurigo, e anche la stanza da 1000 euro te la puoi dimenticare. (dimostrazione che non è nemmeno una questione di soldi.)
    simpatici… eh!

    • andreabetti ha detto:

      Ei Ceci, come va? Mi sembra di capire che il tuo pensiero in merito a Zürich non è cambiato di una virgola 😦 mi spiace molto leggere quello che scrivi, spero che la situazione, in qualche maniera, si risolva presto (ammazza non sei una tipa di molte parole, ma vedo che scrivi! =P)

      Posso sperare la prossima volta che sali a Berlino di riuscire a darti un bacio di sfuggita?

      Un abbraccio

  2. cecilia ha detto:

    eh che sono capitata sul tuo blog per caso, e ho letto l’articolo delle case, che è per me un tasto molto dolente al momento. e come sempre si è concluso come me già mi aspettavo da due mesi. ho detto di si ad una stanza da 760 chf e dopo due giorni ne ho trovata un’altra per 550… e così dopo essermi lamentata per due mesi che sono tutti degli stronzi, eccomi a dovere far io la stronza e disdire un contratto, con della gente simpatica ma sud-americana, il giorno stesso in cui sarei dovuta andarlo a firmare. per una stanza molto più cheap e con svizzeri tedeschi, non so se troppo simpatici, ma almeno comprensibili.
    oggi arriva la mia prima visita in quel di zurigo, felice, ma purtroppo senza una stanza, quindi un po’ complicata.

    vengo a berlino a pasqua.
    sei prenotato per un bacio.

    per adesso kusschen virtuali.
    cecilia

  3. antonello671 ha detto:

    ciao ragazzi mi sono appena iscritto su questo blog perché, a 42 anni, sono rimasto senza lavoro e con 2 figli da mantenere (sono separato). è mia intenzione trasferirmi in Germania e sto cercando l’aiuto di qualcuno per poter trovare la strada giusta affinché riesca. se qualcuno di voi può aiutarmi mi faccia sapere. sono diplomato tecnico per le industrie elettriche e comunque disposto a fare qualunque tipo di lavoro. la volontà non è mai mancata, il lavoro si. grazie anticipatamente e a presto!

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