Italianità: Pizza, Spaghetti e Mandolino (Mafia e Berlusconi!)

È vero, avevo detto che questo post sarebbe stato il proseguimento di quello sulle abitazioni berlinesi, ma io sono una brutta persona e solitamente dimentico gli appuntamenti quindi – convinto che nessuno griderà per il cordoglio come le anziane siciliane alla svelata del santo il giorno della festa del patrono – ho deciso di rimandare il su detto argomento per occuparmi di altro: il modo in cui viene vista l’ Italianità all’estero, nello specifico ovviamente a Berlino.
Anche questa volta devo ringraziare per l’ispirazione il gruppo di Fb dei miei connazionali nella Hauptstadt, non so cosa farei senza di loro!
Origine di questa mia riflessione – parola che utilizzo impunemente per definire la marea di idiozie che scrivo – è la pubblicità tedesca di McDonald’s per lanciare la temporanea nuova linea di prodotti ispirata al Made in Italy.
Per inciso terrei a sottolineare tre cose:
1 – Chiaramente trattandosi del noto fast-food anche questi panini avranno il medesimo sapore di plastica degli altri, né più e né meno. Cambia la forma, cambia il nome, ma il concetto è lo stesso (rivisitazione del principio di de Lavoisier “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”).
2 – In generale qui in Germania non c’è nulla che ricordi vagamente un qualsivoglia sapore della nostra terra: le verdure, difatti, non sanno assolutamente di nulla e dare un morso ad occhi chiusi ad una melanzana o ad una pera provoca nelle vostre papille gustative la medesima reazione: elettroencefalogramma piatto!
3- L’unica cosa che ha il sapore di Italianità sono gli Italiani stessi, pertanto se state cercando sensazioni forti vi consiglio di prendere e cominciare a leccare le persone, un po’ come faceva Homer con i rospi allucinogeni in una puntata de The Simpsons.
Ecco qui, intanto, il video tratto da Youtube:

Ora, analizziamo bene la questione…
Io personalmente trovo questo filmato divertente e, tra tutti i luoghi comuni legati al Bel Paese che potevano utilizzare, sono sinceramente contento che abbiano scelto l’inesistente Famiglia Mulino Bianco e derivati (che poi, appunto, noi stessi attingiamo a piene mani da questa falsa e grottesca immagine dell’Italianità per le nostre pubblicità!) piuttosto che “La Famiddia” mafiosa che si sbafa un panino tra una scarpa di cemento ed una testa mozzata di cavallo, no?
Detto ciò vi sono poche certezze nella vita:
– il fatto che Cher non sia biodegradabile;
– la presenza di una fiera dell’Est dove comprare un topolino che porterà ad una serie di uccisioni da far invidia al terrorismo internazionale;
– che i miei connazionali siano notoriamente privi di autoironia e pertanto abbiano trovato questo video scandalosamente fuori-luogo (è una mia supposizione eh, non sto parlando di nessuno in particolare!).
Come dicevo poco sopra sono sollevato che, tra tutti i cliché di cui siamo protagonisti, la multinazionale americana abbia deciso di utilizzare questo per rappresentare l’Italianità all’estero.
D’altro canto immagino abbiano vagliato almeno altre due alternative prima di concentrare gli sforzi nel rendere al meglio questo nostro poco verosimigliante spaccato di vita:
1 – La prima idea – mi ci gioco le mutande(!) – sarà stata quella di utilizzare un sosia di Berlusconi che prima del Bunga Bunga offriva a Ruby Rubacuori e compagnia bella un panino con il pollo fritto e diceva loro “mmm al piatto forte delle vostre patatine io accompagnerei un sandwich dal gusto italiota” e poi PAF, scritta in sovrimpressione con dietro il nostro tricolore “Gli italiani si che sanno godersi la vita!”.
La pubblicità di McDonald's se avessero rappresentato l'Italianità con Il Padrino2 – La seconda, come accennato prima, avrà attinto a piene mani dalla nostra tradizione mafiosa. Se dovessi pensare ad una pubblicità di questo stampo immaginerei due tipi X che si recano al McDonald’s di Alexanderplatz e chiedono ad un commesso voltato di spalle un Big Mac; a quel punto il tipo si gira ed è un fac-simile di Don Vito Corleone e dice loro “Via farò un’offerta che non potrete rifiutare” e li convince a provare il nuovo, emozionante menù ripieno di Maionese ed Italianità… e solo per i bambini, come gadget dell’Happy Meal, la famosa testa di cavallo!

Alla fine, come dicevo, ci è andata bene!

 

L’ Italianità nei film made in Italy

Ma no, sono certo che qualcuno avrà avuto da ridire per il modo in cui i tedeschi ci hanno dipinti, come se poi non fosse anche in parte colpa nostra(!). Da dove pensate gli venga ad esempio l’idea che gli italiani urlando si tirino interi set di piatti quando hanno problemi di coppia? Considerando il fatto che non hanno mai conosciuto mia madre in uno dei suoi 5 minuti (almeno che io sappia!), direi che un’idea approssimativa devono essersela fatta grazie alla nostra filmografia.
Avete mai riflettuto su quanto ridicole, o comunque assurde, possano sembrare ad occhi stranieri le poche pellicole nostrane che riescono a valicare le Alpi?
Io mi sono scontrato con questa realtà l’anno scorso quando, in preda a dolori lancinanti dopo essermi estratto i denti del giudizio, mi sono ritrovato a fare uno studio sociologico su L’Ultimo Bacio di Gabriele Muccino, trasmessa in televisione doppiata in tedesco.
L'Italianità rappresentata dal film di Muccino Ein letzter KussSe i tedeschi devono basarsi su questi esempi per conoscerci mi sembra anche ovvio che pensino che siamo una massa di cretini, almeno per il loro modo di vivere la vita!

Per chi non avesse mai avuto l’occasione di buttare un occhio a questo film, la storia è molto semplice:

Stefano Accorsi ed i suoi amici hanno raggiunto i trent’anni – verrebbe da chiedersi come(!) – e si preparano a scelte di vita che i tedeschi compiono con noncuranza già a partire dalla fine del liceo. Non appena il protagonista scopre di stare per diventare padre succede il panico: inizia una relazione con una ragazzina del liceo che porterà ad una rottura – condita da piatti, coltelli, tavoli e credenze tirate in lungo ed in largo per la cucina – tra lui e la moglie, che poi però si riappacificheranno perché alla fin fine Italianità è sinonimo di Famiglia, retta su segreti, bugie e non detti.

Ora… come pensate che un tedesco possa vedere un simile film se non con occhi divertiti, quasi stesse vedendo una serie di macchiette e caricature?

Girando per Berlino – soprattutto a Prenzlauerberg, che sembra essere il quartiere degli innamorati e delle coppiette con figliolanza – ci si accorge subito che i berlinesi procreano come conigli a partire dai 23 anni. Alla soglia dei 30 loro hanno già nipoti e pronipoti o, nel peggiore dei casi, pargoli che si stanno preparando alla Maturità… può non sembrare assolutamente assurdo che uno a 30 anni praticamente suonati si caghi sotto del fatto che la moglie sia incinta?! (Domanda retorica che non richiede risposta!)

Poi è ovvio che le culture e le situazioni siano totalmente diverse e che in Italia, considerati molti fattori, solo in pochi potrebbero realmente permettersi di crescere adeguatamente un figlio alla mia età… però un tedesco X che vede una pellicola del genere non può non rimanere un attimo stupito, no? Un po’ come noi che ancora ci meravigliamo delle colazioni continentali in Hotel e continuiamo imperterriti a mangiare uno striminzito cornetto con cappuccino, salvo poi avere un buco allo stomaco già alle dieci e infilarci nel primo bar per ingurgitare con l’imbuto tutti i tramezzini che sono esposti sotto al bancone!
Tra l’altro vorrei aggiungere che sono lieto che tra tutte le parole della nostra lingua che piacciono ai tedescofoni si sia scelta “bambini” (non so perchè, ma loro la amano proprio… sarà che gli ricorda il musetto di Bambi? Bah!)… anche perchè sennò oltre a Spaghetti e Pizza le altre sono tutte parolacce o bestemmie (chissà dove le avranno sentite… forse da noi italiani che non riusciamo proprio a tenerci un “cazzo” tra i denti e che anche quando parliamo la loro lingua non possiamo non terminare la frase con uno Scheiße, aka merda? Ja, es kann sein!)

L’ Italianità vista da noi

Ma noi oltre a mancare, spesso, di autoironia abbiamo anche notoriamente i paraocchi, come i cavalli che trainano i calessi dei turisti a Piazza Navona, e vediamo solo quello che ci fa comodo!
Sono convinto che se ci fosse stato un italiano nel team creativo di McDonald’s avrebbe proposto la seguente pubblicità:
Rita Levi Montalcini sta ritirando l’ennesimo Premio Nobel per la Medicina, ha l’aspetto della Mummia di Tutankhamon dopo l’estratione dal suo sarcofago nella Valle dei Re e fa un discorso sull’Italianità nel mondo, citando geni del presente e del passato che hanno dato lustro allo Stivale: Da Vinci, Michelangelo, Pirandello, Cara Bruni, etc…
a quel punto una giornalista chiede alla luminare cosa, secondo lei, renda il nostro popolo così incredibile.
L' Italianità nel mondo, la Gioconda e la MontalciniLei sorride con aria sorniona, ricordando per un istante La Gioconda – mentre passa in sovrimpressione la scritta “Ecco svelata l’identità della musa di Leonardo: la Montalcini. La Francia è pregata di restistuirci l’unica prova esistente che Rita non sia nata così come la vedete ora, ma che abbia avuto anche una gioventù!” – e dice: “Beh ecco… il nostro segreto è la dieta Mediterranea, ma adesso anche voi potete ottenere il nostro acume grazie ai nuovi menu edizione limitata di McDonald’s!

Si, sarebbe stata veramente una campagna pubblicitaria di successo, voi cosa ne dite?

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Informazioni su andreambetti

Andrea Betti (che ormai si presenta a tutti come "Andrés" perchè è stanco di farsi chiedere se sia nato donna!) è un ragazzo come tanti, di quelli che passano più tempo a disperarsi per il futuro che incombe, piuttosto che a vivere il presente che li incalza. Dal 2010 vive a Berlino, ha studiato Comunicazione alla Sapienza di Roma ed adesso fa tutta una serie di lavori che neanche lui capisce fino in fondo cosa abbiano a che fare l'uno con l'altro: lavora in un locale, fa traduzioni, scrive testi, articoli per giornali e blog e pure due robe per la TV e la radio, così.
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2 risposte a Italianità: Pizza, Spaghetti e Mandolino (Mafia e Berlusconi!)

  1. meg ha detto:

    Rita non sbaglia un colpo, quindi non solo avrebbe funzionato, sarebbe stata una chicca!
    Secondo poi opterei per un change del titolo de ‘il padrino’ con ‘il papino’ assolutamente più calzante e valido per il primo e per il secondo punto. Un bacio, cazzo! (tira un piatto)

  2. Giorgio ha detto:

    A proposito di “bambino” e parole italiane in generale, dovresti fare un post sui nomi delle pizzerie berlinesi (spesso gestite da arabi o turchi): Pizza Bambino, Piccolo Amore, Piccola Romantica, Pizza Bella, Pizza Nostra. Dicono già tutto nel nome, altro che Montalcini e Leonardo. Questo è ciò per cui saremo ricordati dalla posterità.

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