Abitare a Berlino: la ricerca di una dimora

Volevo iniziare questo post ringraziando coloro che hanno cominciato a seguire il mio blog in questi ultimi due giorni (e dedico la Corona di Miss America a tutte le ragazze madri che non possono permettersi una crema anti-smagliature!); sono veramente stupito ed emozionato (modo educato di dire che ora nello scrivere soffro di ansia da prestazione: se dovessi fare cilecca passatemi un fazzoletto e ditemi che vi è piaciuto lo stesso, andrà meglio la prossima volta).

In generale questa è la dimostrazione che per quanto il mondo sia pieno di minchiate vi è sempre un po’ di spazio per un altro paio di idiozie come quelle del mio ultimo post sugli Italiani in quel della Hauptstadt!

Al di là dell’annuncio a reti unificate… Quest’oggi volevo trattare un annoso problema che tutti hanno dovuto affrontare quando sono giunti in città: la ricerca di un posto dove abitare a Berlino (ché qui si arriva anche a -17 e la romantica idea di dormire sotto le stelle va a cozzare con il suono di nacchere dei vostri denti che battono dal freddo)!

Per ricoprire il ruolo polifunzionale di saggio dispensatore di consigli e dritte (ché leggere gli annunci altrui è meglio di qualsiasi corso di sopravvivenza, una sorta di Yoda in versione telematica) nonché di agenzia immobiliare eccellente (e in questo caso l’aggettivo “eccellente” sta per “gratis, ergo da paura!” secondo una traduzione apocrifa in gergo giovanile!) i tedeschi non potevano esimersi dal creare il non-plus-ultra dei siti web: WG-gesucht.de.

Era Edmond Dantès. Ed era mio padre e mia madre, mio fratello, un mio amico, era lei, ero io, era tutti noi”… neanche questa frase di V per Vendetta potrebbe aiutarvi a capire lontanamente cosa questo sito rappresenti per tutti coloro che, novelle piccole fiammiferaie, si ritrovano senza un tetto sopra la testa e sognano un posticino caldo ed accogliente dove abitare a Berlino.

In virtù di tutto ciò che ha fatto e che farà per me (leggasi: sto cercando disperatamente una stanza, se qualcuno sa qualcosa mi aiuti!1), dedico questo post e quello che seguirà nei prossimi giorni al sito sopracitato, sperando nel contempo di dare anche un paio di dritte a coloro che, ancora agli inizi, non sanno a che santo votarsi per trovare un letto!

Abitare a Berlino: tutto ha inizio con un click

Prima di avviare una ricerca sul nostro caro sito – rinominato con affetto N.S.D.S.P.P.N. (“Nostro Signore dei Senzatetto prega per Noi”) è farsi un esame di coscienza e capire se si desideri prendere un appartamento oppure una stanza in una WG (che non è un bagno, come molti simpatici mattacchioni potrebbero pensare, quanto piuttosto una Wohngemeinschaft, ovvero una casa condivisa).

Per chi è abituato come me ai prezzi italiani (anche dei paesini arroccati su cucuzzoli di montagne schifate pure da Heidi), cifre modiche quali 500 euro a posto letto, in nero(!), esclusi luce, gas, acqua calda, internet e aria da respirare (che verrebbe da chiedersi “quindi che ti sto pagando, un materasso buttato a terra, assieme ad altri 4, in uno sgabuzzino grande come il sedere di una gallina stitica che ha mangiato un limone?) abitare a Berlino è chiaramente un sogno! Pagando lo stesso prezzo, difatti, è possibile affittare un intero appartamento (non pensate subito ad un loft strafigo eh, quanto piuttosto ad uno spazio pulito, decoroso in cui vostra madre possa anche venirvi a fare visita senza farsi il segno della croce ogni due per tre e utilizzare l’aspersorio intinto nell’Amuchina ).

Ad onor del vero c’è da dire che i prezzi stanno a dir poco levitando rispetto a quando arrivai io l’anno passato, così ora molte delle camere che prima venivano affittate a 200 euro mensili sono solo ricordi di mondi lontani…

sono convinto che tra l’apertura (prossima?) del nuovo mega-super-ecceziunàleveramente Aeroporto Berlin-Brandeburg e il continuo investimento immobiliare da parte di miei connazionali presto avremo – e già le prime sono apparse, timide ma potendo contare sui cari studenti inglesi e americani, che possono permettersi praticamente di tutto grazie a stipendi familiari considerevoli e cambi monetari più che favorevoli – camere con prezzi simili a quelli di Firenze con vista sugli Uffizi! E ciao ciao sogno di abitare a Berlino a pochi euro!

Il mio sogno è abitare a Berlino da solo o con amici!

Se siete studenti stranieri squattrinati come me e la vostra scelta è ricaduta sul monolocale o, ancora, su un appartamentino vuoto da affittare con un gruppo di amici devo subito dirvi che la vostra risposta è errata. Ci spiace il pacco giusto era il Molise!

Si perché qui tutto sembra semplice…
compri la tessera dell’autobus con il bancomat nelle apposite macchinette ad ogni stazione della Metro (avanguardia pura!)
hai l’occasione – mi voglio rovinare, solo per oggi assieme al materasso anche una TV a Colori! – di avere uno spacciatore che ti porta sostanze stupefacenti a casa (lo giuro, una ragazza conosciuta l’anno scorso faceva uno squillo col telefono ed un signore, dopo massimo 30 minuti, era sotto casa sua, le ri-squillava, lei scendeva, comprava e ciao, alla prossima, è stato bello. Tanti saluti a casa!)
puoi fare compravendita, ancora, di droghe ed iPhone (dubito con garanzia eh!) in più lingue di quelle supportate da Windows! (un gruppetto di 3 tipi mi ha letteralmente placcato in un parco con un menu di droghe e cellulari da far invidia a uno Smartshop dentro Mediamarkt dicendomi tra l’altro che potevamo parlare in ordine: Tedesco, Inglese, Turco, Francese, Spagnolo, Italiano o Portoghese. Io ero allibito, sapevano più lingue loro di una delegazione delle Nazioni Unite!)
… l’unica cosa che invece non è semplice – riprendendo il discorso dopo il breve intervallo pubblicitario sulle droghe berlinesi – è affittare una casa!
Perché? Eh, perché se voi, cari amici dei cavalli, volete abitare a Berlino in un appartamento dovete fornire una serie di scartoffie da farvi diventare cretini per un mese (e di cui tra l’altro io stesso non ho mai capito nomi e numero esatto… come per i sette nani ne manca sempre uno!)

Ecco di che avete bisogno (prendete un foglietto, la penna, le forbici dalla punta arrotondata e la colla vinilica. Fatto?!):

1) Schufa-Erklärung: Per prima cosa – roba che se ne siete privi tornate in ostello senza manco passare dal Via – dovete per forza avere la Schufa. Un po’ come per l’X Factor insomma, o ce l’hai o non ce l’hai. Voi direte…Che minchia è sta cosa? La Schufa è la Schutzgemeinschaft für allgemeine Kreditsicherung! Dici, si vabbé, quindi? Praticamente è un pezzettino di carta (oddio non lo so di che materiale è fatta, comunque in linea teorica è un documento!) che attesta che voi non avete debiti pendenti in Germania.
Ma ti pare che magari un povero cristo che deve stare qui per 6 mesi – come uno studente Erasmus – si sbatte per avere ‘sta cosa?
Amici miei, piccole ingenue anime che non conoscono sino a dove si possa spingere l’oscuro-potere-della-schufa , quel pezzettino di carta non è solo semplice cellulosa lavorata, no… quella è una “fedina penale” che attesta che voi pagherete – ah, se pagherete(!) – l’affittuario perché non avete mai avuto problemi di tipo finanziario (assegni scoperti, passato da cattivi pagatori, etc… roba che in Italia tutti avrebbero una Schufa come la Pagella di Pierino!).

Schufa (per me è un essere senziente) – un po’ come vostra madre che SAPEVA, sempre, che voi avevate bigiato la scuola – sa ogni cosa. Avete preso una multa sulla metro pensando, ecco l’ingenuità di cui sopra, che mai e poi mai sareste stati fermati senza biglietto, in terra straniera, per 5 fottutissimi metri rubati alla BVG? La Schufa lo sa e non ha paura di attestarlo!

Adesso qui abbiamo la scelta, attenzione… quale busta vuole? La 1 o la 2? Sceglie il pacco oppure l’offerta?
Se avete un lavoro continuate con il punto 2a, se invece siete pure senza lavoro, oltre che senza un tetto, saltate alla 2b. Ricordate che non vi è permesso comprare alberghi se non avete tutte le strade di uno stesso colore, no per dire eh!
2a) Arbeitsvertrag: alias il contratto di lavoro. Se avete già un’occupazione in Germania (ho scritto lavoro all’inizio, ergo anche il part-time va bene, ma se fate i tirocinanti a due lire spagnole come me potete anche continuare a cantare il miserere!) dovete per forza di cose portare anche questo documento (vostro e di chi verrà ad abitare con voi, o comunque il cui nome apparirà sul contratto come affittuario assieme al vostro!). Fino a qui nessun problema, cioè a parte quello di avere un’occupazione, però pure voi quante ne volete!
2b) Bürgschaft: Se, comuni mortali alla ricerca della salvezza in terra teutonica, non siete in possesso manco di un contratto di lavoro che valga il materiale su cui è stampato (alias state facendo un Praktikum, ovvero un tirocinio), per prendere in affitto una casa dove abitare a Berlino vi toccherà far compilare a un vostro amico un apposito foglio di garanzia, con allegate le sue buste paga! Ovviamente questo vostro amico sarebbe il caso che fosse tedesco (sicuramente più gradito!) o che comunque capisca e parli la lingua (che mamma mi ha insegnato a non firmare mai nulla che non si capisca… peccato non abbia mai detto niente sui pulsanti “Accetto” in giro per internet ed ora la mia email sia sui registri di una marea di siti che mi vogliono sorteggiare per vincere iPad, crociere sul Nilo e polli di gomma!).
Tra l’altro molti non accettano le Bürgschaften from Italy with love – com’era l’antico detto, pecunia non olet? mmm – quindi se non avete amici tedeschi o che lavorino in Deutschland vi consiglio di cominciare subito a farveli. Tutti in cerchio e ripetete con me: “Hallo, ich bin VOSTRO NOME… ich freue mich, dich kennenzulernen!
3) Mietschuldenfreiheiterklärung: Non c’è bisogno di tappare le orecchie ai bambini anche se siamo in fascia protetta perché questa parola – seppur capisca che possa apparire, come dire… agghiacciante! – è solo un altro foglio (Pisolo, Dotto, Mammolo…), questa volta a firma del vostro precedente affittuario (se ne avete avuto uno in Germania, ovvio) che dichiara che avete sempre pagato l’affitto, etc. (quindi se “avete fatto il fugone”, come si dice a Roma quando la gente se ne va dal ristorante “scordandosi” di lasciare i soldi, probabile che non potrete avere la Mietblabla…)
4) Anmeldung: questa è la registrazione di Domicilio che dovete fare quando venite ad abitare in Germania. La cosa più facile insomma… a parte l’attesa in orari che solitamente vanno oltre l’umana sopportazione, soprattutto se iniziate a lavorare alle 9 del mattino e quindi dovete fare l’Ummeldung (questo è il cambio di domicilio) prima di attaccare in ufficio!
Vi è un po’ passata la voglia di andare ad abitare a Berlino soli soletti invece di subaffittare eh?
In questo caso vi do appuntamento al prossimo post per parlare delle WG berlinesi, per oggi sono abbastanza cotto (e peraltro mi sono ripromesso di non scrivere più filippiche troppo lunghe, ché poi la mia collega catalana si secca di tradurle e le piazza su Google Translate e capisce fischi per fiaschi!)
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A giudicare da alcuni commenti qui e su Facebook dubito che i miei connazionali vorranno mai vivere con me in realtà, però la speranza è l’ultima a morire!
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Informazioni su andreambetti

Andrea Betti (che ormai si presenta a tutti come "Andrés" perchè è stanco di farsi chiedere se sia nato donna!) è un ragazzo come tanti, di quelli che passano più tempo a disperarsi per il futuro che incombe, piuttosto che a vivere il presente che li incalza. Dal 2010 vive a Berlino, ha studiato Comunicazione alla Sapienza di Roma ed adesso fa tutta una serie di lavori che neanche lui capisce fino in fondo cosa abbiano a che fare l'uno con l'altro: lavora in un locale, fa traduzioni, scrive testi, articoli per giornali e blog e pure due robe per la TV e la radio, così.
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6 risposte a Abitare a Berlino: la ricerca di una dimora

  1. meg ha detto:

    ma loro non sanno chi siano gli amici dei cavalli! così me li spaventi anche più delle parolelunghedicuisaltoapriorilaletturactung!

  2. Pingback: Case a Berlino: la condivisione al gusto di X-Factor | Un berlinese italiano

  3. Anonimo ha detto:

    ammazza quanto la fai prendere a male però…..

  4. Anonimo ha detto:

    mio dio non riesci a dare solo semplici informazioni, senza colle viniliche forbici ecc.

  5. Sara ha detto:

    e io che pensavo di trasferirmi da Düsseldorf a Berlino… a me tutte ste menate (tranne die Anmeldung) non me le hanno mai fatte… vedremo

  6. Pingback: Assicurazione Sanitaria Tedesca – una settimana da incubo | Un berlinese italiano

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