Mezzi Pubblici: paese che vai…

Conoscere significa giudicare, suggerisce Kant…
Credo di non essere realmente riuscito a capire questa frase del filosofo tedesco sino a che non mi sono scontrato con i mezzi pubblici di Berlino. Si perché basta conoscere un poco di italiano per capire che la gente del mio paese riserva alla capitale tedesca, attraverso i commenti che si sentono per strada, un unico moto di stupore non appena tocca il suolo della città del muro: la meraviglia per i mezzi pubblici!
D’altronde Berlino, che è un luogo incredibile, cosa mai potrebbe avere per stupire l’occhio italiano, abituato a monumenti e grandi fasti del passato come lo è il pesce alla vita in acqua?
Interessante il Muro, per carità…. ma se si è nati a Roma, in cui spuntano dal terreno, come margherite, le antiche residenze imperiali capite bene che il Muro è solo una cosa come tante da fotografare!
Alta la Torre della televisione, chiaro… però se uno nella vita ha avuto occasione di passare sotto al Duomo di Milano ci mette un secondo a formulare il triste pensiero che questa robetta crucca risulti un poco insipida… un po’ come quando si va a vivere da soli e si passa dalle cene cucinate da mamma e nonna – che racchiudono tutti gli antichi sapori della tradizione culinaria italiana – ai quattro salti in padella findus, e anzi oggi grande festa alla corte di francia perché di solito si cena con kebab!
C’è solo una cosa che  come nulla nel Bel Paese fa sgranare gli occhi al turista italiano o al trapiantato berlinese. Non parlo dell’Altare di Pergamo, né della sfavillante Porta di Ishtar… no signori miei, parlo dei mezzi pubblici !
Si perché noi in italia siamo abituati a mezzi pubblici che in Germania sarebbero tranquillamente catalogati come roba da terzo mondo: S Bahn, U bahn, Metrotram… queste parole acquisiscono per noi significati misteriosi, come formule magiche in grado di trasportarti in pochi minuti non solo dalla Warschauer Straße a Mitte, ma anche di farti capire che il futuro è già presente e corre su semplici binari, anche un po’ antiquati a dirla tutta, senza dover passare per auto volanti e teletrasporti Sailor.
Praticamente il tour ideale di un mio connazionale sarebbe un semplice giro della Ring Bahn, solo per rimanere incantati dalla semplicità e dall’utilità di un anello ferroviario che corre lungo il perimetro della città! Che invenzione incredibile, non trovate anche voi?! E pensare che la capitale crucca è anche priva di un vero e proprio centro storico attorno a cui si è sviluppata… dovrebbe essere più facile pensare ad un anello perimetrale battuto dai mezzi pubblici a Roma, che si è appunto sviluppata da un centro-museo ed è già cinta dal Grande Raccordo Anulare, no?! Pare di no, sembra che i discendenti di Romolo e Remo non siano ancora riusciti a fare il salto di qualità, vabbè… abbiamo tempo ancora, in fondo mancano 10 mesi alla fine del mondo preannunciata dai Maya!
La Haupstadt tedesca (891,85 km² di superficie e 3 471 756 abitanti1) ha ben 9 linee di U Bahn, che per noi poracci sarebbe la Metropolitana; una capillare rete sotterranea che collega tutti i fottutissimi punti della città e con cui i cittadini di Berlino si muovono praticamente ad ogni ora del giorno e della notte (si perché dalla Domenica al Giovedì, quando i mezzi pubblici berlinesi non fanno orario continuato, comunque autobus sostitutivi permettono con facilità la mobilità di un povero cristo che debba tornare a casa o andare a lavorare di notte).
La Capitale del Bel Paese (1285,3057 km² di superficie e 2 776 362 abitanti1), invece, ha due sole linee della Metropolitana (speranzosi, stiamo attendendo  da anni l’apertura della terza e della quarta linea, ma è più facile che Marilyn Manson apprenda prima il segreto per moltiplicare pani e pesci con l’imposizione delle mani!) che per giunta lavorano anche a servizio ridotto – ché avere metropolitane che vadano avanti tutta notte il venerdì ed il sabato in una città asfissiata dal traffico e che ospita la più grande università d’Europa, più altri 45 atenei pubblici e privati, sarebbe una scelta troppo saggia!

Mezzi pubblici: La Metro C dell’Urbe

Leggevo qualche settimana fa un articolo del Corriere della Sera sullo stato dei lavori della Metro C (che sarà, forse, la terza linea metropolitana dell’Urbe). Come volevasi dimostrare tempi e costi per la costruzione di quest’opera si sono dilatati a dismisura – qualcuno aveva qualche dubbio al riguardo? – e credo che nessun romano si permetterebbe l’ardire di fare come Muzio Scevola e mettere la mano sul fuoco su una possibile data di inaugurazione della nuova ferrovia sotterranea.
Ah, ricordo con ingenuità il momento in cui, arrivato al secondo anno di liceo, mi venne detto che la scuola sarebbe stata servita prima della mia maturità da una fermata della Metro C! Una previsione ovviamente disattesa, considerato il fatto che, ad ora, mi ritrovo ad essere fuoricorso di un anno all’Università e non solo i mezzi pubblici capitolini non si sono arricchiti della terza linea metropolitana, ma per giunta la fermata di Chiesa Nuova (che sarebbe dovuta essere la più vicina al Liceo Virgilio che frequentavo) parrebbe essere stata cancellata! Motivazione di una tale cancellazione – nonché del ritardo generale nella conclusione dell’opera pubblica e della levitazione dei costi di costruzione – risiederebbe nella scoperta e constatazione della presenza di reperti storici nel sottosuolo romano dove la terza linea dei mezzi pubblici metropolitani dovrebbe avere il suo percorso interrato. Ma va? Cioé, quindi… a 8 anni da quel roseo vaticinio di cui fui testimone mi volete dire che l’amministrazione comunale si è resa conto che sotto Corso Vittorio Emanuele (strada che collega, guarda un po’, Piazza Venezia a Lungotevere degli Altoviti, passando per l’Area Sacra di Torre Argentina!) ci sono dei resti romani? Ma è incredibile! Verrebbe da chiedersi come siano arrivati a questa scoperta in così poco tempo e senza aiuti da parte del pubblico!

Ma stiamo scherzando? Bastava chiedere ad un qualsiasi bambino italiano per sapere che i monumenti che abbiamo a cielo aperto sono 1/3 di quelli che ci sono nel sottosuolo! E d’altronde, a voler avere un parere più scientifico, un qualsiasi studente al primo anno di Archeologia avrebbe potuto chiarire che sotto Via del Corso si trova tutta la Roma Augustea!

Per avere poi anche un altro parere, dettato più dal comune senso dell’ovvio che da conoscenze specifiche, si sarebbe anche potuto intervistare un turista giapponese X – che di archeologia classica ne capisce quanto il sottoscritto di scissione nucleare – che avrebbe rivelato senza batter ciglio di non potersi affatto stupire dell’eventuale presenza di reperti storici sotto Corso Vittorio Emanuele (proprio tra la Crypta Balbi, le rovine di Largo Argentina e più in là il Mausoleo di Adriano aka Castel Sant’Angelo)!

Ma no, noi siamo così… in Italia abbiamo questo splendido modo di fare le cose che sempre lascia basiti chiunque all’estero: prima vogliamo strafare, poi dopo aver sforato in tempistica, costi e risultati, diciamo “eh, ma era ovvio!” “Eh ma Roma non è Berlino/Madrid/Singapore!
Ma scusate… lo aveva ordinato il dottore di fare una terza linea della metro che passasse dal centro? Non credo! Se uno non può passare sotto come a Berlino – che viene da sé che i mezzi pubblici sotterranei si possono fare unicamente nelle città dove nel sottosuolo non c’è già un problema di sovraffollamento di altro tipo(!) – uno passa sopra, come a Köln/Bonn/Düsseldorf, in cui non c’é la U Bahn ma in compenso vi sono dei comodissimi tram che viaggiano su corsie preferenziali! Uno chiudeva il centro alle macchine, faceva dei bellissimi tram che portassero OVUNQUE, si risparmiava in costi e tempi e – guarda un po’ – si diminuivano anche le emissioni di CO2 delle macchine!
No, meglio (non) fare queste schifezze invece e poi venire a Berlino e rimanere imbambolati di fronte alla scritta dell’ U bahn “Prossimo treno tra 3 minuti“, meravigliandosi dell’efficienza dei crucchi! Ma l’efficienza della Germania non sta unicamente nei 3 minuti di attesa, somari, ma anche nell’abilità di pianificare soluzioni che siano indicate alle singole fattispecie da risolvere!
Kant aveva ragione… conoscere vuol dire giudicare. Forse allora quando i tedeschi ci giudicano dei minchioni che si perdono in un bicchier d’acqua vuol dire che ci conoscono meglio di quanto noi conosciamo noi stessi!
__________________________
Dati aggiornati al 2011 secondo Wikipedia.org, versione italiana
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Informazioni su andreambetti

Andrea Betti (che ormai si presenta a tutti come "Andrés" perchè è stanco di farsi chiedere se sia nato donna!) è un ragazzo come tanti, di quelli che passano più tempo a disperarsi per il futuro che incombe, piuttosto che a vivere il presente che li incalza. Dal 2010 vive a Berlino, ha studiato Comunicazione alla Sapienza di Roma ed adesso fa tutta una serie di lavori che neanche lui capisce fino in fondo cosa abbiano a che fare l'uno con l'altro: lavora in un locale, fa traduzioni, scrive testi, articoli per giornali e blog e pure due robe per la TV e la radio, così.
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4 risposte a Mezzi Pubblici: paese che vai…

  1. Meg ha detto:

    Le nostre discussioni ti sono d’ispirazione, eh?! Voglio un riconoscimento… ;D

    • andreabetti ha detto:

      Ovviamente, lo sai che sei una delle mie muse ispiratrici (dando uno sguardo alle muse di Hercules direi che sei quella allupata e tracagnotta =P)!
      :*

  2. Flavia ha detto:

    Sono felicissima che tu abbia ripreso a scrivere con il tuo stile disincantato e divertente che io adoro.
    Sul tema..beh, purtroppo per tutti i romani che abbiano messo il naso fuori dal belpaese (ma in realtà basta che siano arrivati sino a Milano) quanto tu scrivi è assolutamente pleonastico!!

    • Flavia ha detto:

      P.s. Ma l’hai vista la mappa dei lavori della rete metropolitano romana presentata negli anni 80??? Ahahaah!! Bellissima!!

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